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  FAQ


Che cos'è la cornea?

La cornea è una sottile membrana trasparente che si trova nella parte anteriore del globo oculare, davanti alla pupilla. La sua funzione è quella di lasciar passare la luce e le immagini, che vanno ad imprimersi sulla retina. Quando viene danneggiata a causa di incidenti o malattie, perde la normale trasparenza e diventa opaca e deformata. In questi casi la funzione visiva si riduce anche fino alla cecità completa.

In cosa consiste il trapianto di cornea?
Il trapianto di cornea (cheratoplastica perforante) è un intervento di microchirurgia che consiste nel sostituire la parte centrale della cornea malata con quella sana e trasparente di un donatore. L'intervento dura da 30 minuti ad un'ora e mezza, secondo la gravità del caso, e può essere fatto in anestesia generale o in anestesia locale. E' il tipo di trapianto con la più grande possibilità di riuscita, la cui percentuale di successi arriva a superare il 90% anche grazie agli esami clinici e di laboratorio che si effettuano per verificare la utilizzabilità del tessuto prelevato.

Quanti giorni di ricovero sono necessari?
Generalmente il ricovero in ospedale viene effettuato il giorno prima della degenza e la degenza è di due-tre giorni.

Esiste rischio di rigetto?
La maggior parte dei casi che richiedono il trapianto della cornea (cheratocono, cheratopatia bollosa e distrofie ereditarie, ad esempio) sono interventi a basso rischio di rigetto ed anche quando ciò accadesse la terapia è il più delle volte efficace nel risolverlo senza danni per il trapianto. Il rischio di rigetto inizia dopo circa un mese e si riduce gradualmente dopo il primo anno. Se il rigetto ha comportato l'opacamento della cornea trapiantata, l'intervento può essere ripetuto, con una terapia preventiva di immunosoppressione.

Tutti possono essere donatori di cornee?
Non vi sono distinzioni di età per la donazione. Tutte le persone sono potenziali donatori di cornee, anche quelle con problemi visivi come la miopia o la cataratta. I principali criteri di esclusione sono: alcune patologie infettive, come l'AIDS, l'epatite B e l'epatite C, la rabbia e la tubercolosi; alcune malattie del sistema nervoso, come la sclerosi multipla o la malattia di Alzheimer; la sindrome di Down; alcuni tumori quali la leucemia, il linfoma e il mieloma; alcune patologie oculari quali congiuntiviti, uveiti e tumore maligno del segmento anteriore.

Come dare l'assenso al prelievo?
La legge prevede che, in fase transitoria (fino a quando non verrà istituito e reso operativo il registro informatico nazionale), spetterà ai familiari la decisione finale sia in presenza di manifestazione di volontà favorevole alla donazione che in assenza di tale manifestazione. E' sufficiente richiedere il modulo di consenso, disponibile in tutti i reparti, compilarlo, firmarlo e consegnarlo al più presto ai medici o alla caposala del reparto presso il quale è avvenuto il decesso o, nel caso di soggetti che siano stati trasportati presso l'Obitorio Comunale, ai medici dell'Istituto di Medicina Legale.