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Intervista con il Prof. Carlo Enrico Traverso
Le
Banche degli Occhi Lions negli Stati Uniti sono
la realtà più importante per la
raccolta, selezione e distribuzione di tessuto
corneale. quelle dei Lions sono in tutto il mondo
64 di cui ben 51 negli Stati Uniti.
Il prof. Carlo Enrico Traverso, Coordinatore del
Centro di Riferimento Regionale per l'espianto
e il trapianto della cornea, Regione Liguria,
svolge la propria attività presso la Sezione
Oftalmologia dell'Università di Genova
ed ha lavorato negli Stati Uniti nel campo della
chirurgia corneale, e in particolare anche presso
una delle Banche degli Occhi Lions a Filadelfia
Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Professore, questi
trapianti di cornea vengono effettuati annualmente
negli Stati Uniti e quanti di questi sono possibili
grazie al tessuto fornito dalle Banche degli Occhi
Lions?
Ogni anno vengono eseguiti circa 20.000 interventi
di trapianto.Almeno la metà delle cornee
impiegate è proveniente da Banche degli
Occhi Lions.
Vorremmo sapere qualche cosa di più sul
funzionamento delle Banche degli Occhi Lions.
Come sono amministrate?
Le Banche degli Occhi Lions negli Stati Uniti
sono la realtà più importante per
la raccolta, selezione e distribuzione di tessuto
corneale. Esistono standard qualitativi molto
stringenti, che vengono eseguiti strettamente.
I costi sono comprensibilmente elevati, e ciascuna
banca è costituita come entità autofinanziata
attraverso contributi Lions, donazioni e tariffe
per la prestazione del servizio di controllo qualità
e distribuzione.
Sappiamo che lei
coordina il lavoro che viene effettuato nell'ambito
della Banca degli Occhi Melvin Jones.
Come valuta l'iniziativa dei Lions genovesi prima
e di quelli italiani ora che vengono sollecitati
ad offrire un concreto appoggio?Perché
la Banca degli Occhi è opportuna a Genova?
L'apporto dei Lions con la creazione della Fondazione
Banca degli Occhi Melvin Jones è stato
fondamentale.
L'attività di espianto era infatti giunta
ad un punto di crisi e, oltre ad essere insufficiente,
stava fermandoci del tutto per la totale carenza
di mezzi. La Fondazione ci ha permesso di raggiungere
un'attività rilevante a livello nazionale.
Nonostante questo incremento, il fabbisogno della
popolazione non viene soddisfatto.
Genova e la Clinica Oculistica Universitaria,
oltre a possedere l'esperienza necessaria, presentano
aspetti logistici ideali per sfruttare un'attività
di espianto in grado di venire incontro al fabbisogno
di molti milioni di persone. L'Ospedale San Martino
è infatti una delle strutture ospedaliere
più grandi d'Europa e, se adeguatamente
organizzato, presenta per le sue dimensioni una
disponibilità di potenziali donatori in
numero straordinariamente elevato.
Questo permette di ottimizzare gli aspetti logistici,
biomedici ed economici degli espianti, che sono
invece penalizzanti ove frazionati nel territorio.
Come per gli altri organi, anche per quanto riguarda
la cornea è prevedibile che il prelievo
da esseri umani possa essere sostituito da un
organo artificiale prodotto in laboratorio? E
se ciò fosse possibile, quali sarebbero
i costi?
II nostro centro, come è noto, è
all'avanguardia nelle ricerche sulla amplificazione
in laboratorio delle cellule corneali.
Le ricerche in atto nel mondo in questo campo
riguardano tuttavia singoli strati del tessuto
corneale; per l'intera cornea non è prevedibile
un sostituto "prodotto in laboratorio" ancora
per molti anni, ammesso che ci si riesca.
Il costo per ciascun tessuto è difficile
da immaginare, ma se ipotizziamo una fattibilità
basata sulle tecnologie di oggi possiamo considerare
una spesa di circa venti milioni per unità,
intervento ed ospedalizzazione esclusi. Questo
si raffronta con spese almeno dieci volte inferiori
per l'utilizzo di tessuto di donatore. Comunque
sono proprio le banche degli occhi che si dovranno
fare carico di questa attività, se mai
diventerà parte della routine.
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